Accessori fotografia viaggio: quali sono i principali?

Articolo aggiornato il 28 Maggio 2020

Qual'è l'attrezzatura migliore per chi ama fotografare durante i suoi viaggi fotografici?
Accessori fotografia viaggio: ecco una descrizione di quelli giusti tra cui scegliere per realizzare al meglio un reportage di viaggio.

Sei un appassionato della fotografia anche tu e – come me – ami fermare nei tuoi scatti le emozioni che vivi in prima persona durante i tuoi viaggi fotografici?

Viaggiare per il mondo a volte vuol dire essere agili, quindi occorre viaggiare con l’attrezzatura fotografica giusta. Ma anche se per molti il motto è “meno è meglio” non bisogna però cadere nell’eccesso di questa affermazione perché non avere con noi quello che ci serve significherà rinunciare ad uno scatto migliore.

Andiamo quindi a vedere di cosa si compone il corredo dell’attrezzatura fotografica per il reportage di viaggio suddividendolo in più punti:

Indice degli argomenti

Le macchine fotografiche: meglio reflex o mirrorless per il reportage di viaggio?

Le tipologie degli strumenti fotografici a disposizione di chi vuole partecipare ad un viaggio fotografico oggi sono molte: reflex, mirrorless, compatte e (in alcuni casi) cellulari.

Tutte valide a seconda della qualità a cui si punta, però le ultime due non le considereremo soprattutto perché limitano troppo la libertà di chi fotografa e confinano la fotografia spesso ad una mera documentazione turistica del nostro impegno fotografico.

La macchina fotografica reflex

E’ la macchina fotografica per antonomasia, un corpo macchina robusto capace di ospitare molti comodi pulsanti di configurazione e funzionamento ergonomicamente funzionali. La visualizzazione del campo inquadrato avviene direttamente, senza interfaccia del software e del mirino digitale: è la macchina che garantisce la massima velocità operativa e ha soprattutto un basso consumo della batteria.

La macchina fotografica mirrorless

E’ l’evoluzione totalmente digitale della reflex che, dal 2003 in poi, aveva incominciato la trasformazione della fotografia da analogica a digitale. Danno la possibilità di vedere anche nell’oculare l’immagine vista dal sensore e visualizzata dal software interno tramite un LCD di altissima qualità posto nell’oculare. Ciò permette di risparmiare spazio e peso rinunciando al sistema del pentaprisma: il risparmio di peso e della dimensione è ciò che sta diffondendo sempre più l’uso di questi corpi anche se il grande impiego dell’elettronica, al momento, costringe ad una minore autonomia con un consumo di batterie a volte triplo rispetto le reflex.

Le ottiche più utilizzate: zoom o ottiche fisse quando si fa un viaggio fotografico?

Per chi viaggia con lo scopo di realizzare un reportage fotografico di livello la domanda principale riguardante le ottiche è: meglio usare zoom o ottiche fisse?

Gli zoom: comodi ma attenti alla qualità

  • Piccola premessa: per chi non lo sapesse, quando parlerò di escursione focale di uno zoom mi riferirò al rapporto tra la focale massima diviso la focale minima, esempio:
  1.   un 70-200 ha una escursione pari a 200:70=2.85 (si abbrevia a 3x > si legge “3 per“)
  2.   un 18-200 ha una escursione pari a 200:18=11.1(si abbrevia a 11x > si legge “11 per“)

Gli Zoom sono certamente le lenti più utilizzate dai fotografi che vogliono fare reportage durante i loro viaggi, ma attenzione: se usate zoom con grande escursione focale (i così detti “tutto fare”) cioè quelli che hanno un’escursione che va oltre i 5X allora preparatevi a pagare pegno: rinuncerete a luminosità e qualità.

In commercio ci sono addirittura zoom che hanno un’escursione oltre i 16x (come i 18-300), ma l’utilizzo di queste ottiche, se pur comodo, ci permetterà di realizzare immagini che purtroppo non reggeranno facilmente il confronto con altre foto realizzate con ottiche con una escursione minore.
Ma qual’è il motivo? semplice…
Un’ottica è il frutto di una progettazione e di una realizzazione ingegneristica umana e in quanto umana ha limiti: per realizzare un’ottica con la focale che può variare occorre accettare compromessi e questi compromessi sono la minore qualità delle nostre foto.

Quando dovete/volete risparmiare nella vostra attrezzatura, quel prezzo, lo pagate con la qualità più bassa delle vostre immagini.

Questo non vuol dire che gli zoom non sono ottiche valide, anzi! Bisogna però non esagerare: una buona regola è quella già espressa prima… quando scegliete uno zoom fatelo senza andare oltre il 5x

La mia esperienza mi dice che le ottiche zoom più adatte per un viaggio fotografico sono:

  • 14-24 mm
  • 16-35 mm
  • 24-70 mm
  • 24-120 mm
  • 70-200 mm

Tratterò in seguito ogni ottica su menzionata, ma anche altre, spiegando le caratteristiche e il loro miglior impiego.

Ottiche fisse: estrema qualità ma non occorre essere pigri

Le ottiche fisse sono ottiche al cui interno le lenti hanno meno movimenti (solo il gruppo di messa a fuoco si muove), sono normalmente più piccole e più leggere e questo si adatta maggiormente all’agilità dei viaggi fotografici. Hanno una qualità ottica sempre superiore ma ci obbligano a muoverci molto di più intorno al soggetto per trovare l’inquadratura voluta… si dice che in questo caso sono i nostri piedi a fare da zoom (anche se questo a volte non è sempre possibile in spazi stretti).

Io suggerisco di portare con se una sola ottica fissa: quella che amate di più (che sia per la nitidezza, per la luminosità o per la compattezza fate voi) e per il resto usate gli zoom (ma non oltre i 5 per se potete) molto più versatili e veloci… non vi pentirete quando sarete nel pieno del vostro viaggio fotografico.

Il cavalletto, non serve solo a reggerci la macchina fotografica durante i nostri viaggi.

Il cavalletto è uno strumento che ogni fotografo dovrebbe avere e soprattutto usare nei propri viaggi fotografici che siano organizzati da società serie o fatte in fai da te.

Non serve assolutamente ad alleggerirci il peso (anche se è utile a volte), ma serve a migliorare la qualità dello scatto e anche dell’inquadratura (questo lo affronteremo in futuro in un articolo apposito). Inoltre a volte è necessario quando i tempi di scatto si allungano perché manca luce o si vogliono creare effetti particolari con filtri Neutral density.

Consiglio di prenderlo il più possibile buono perché ricordatevi: cambierete molte volte la macchina fotografica, ma il cavalletto, se buono, rimarrà sempre quello per tanto tanto tempo.

Quindi scegliete un cavalletto robusto, se possibile in carbonio e che sia abbastanza compatto da entrare agevolmente in valigia, ma abbastanza alto da permettervi di lavorare agevolmente: vi consiglio un 4 sezioni più maneggevole, ma comunque robusto…

…in altri articoli entreremo nei dettagli spiegando i trucchi di quando e come usarlo al meglio (se vuoi sapere quando uscirà l’articolo ti consiglio, se non lo sei ancora, di iscriverti alla news letter )

Gli accessori utili: quali portare nei viaggi fotografici per fare foto migliori?

Di accessori adatti reportage etnico geografico ve ne sono molti ma per ora in questo articolo incomincerò a parlarvi di due accessori in particolare.

I filtri ottici, come sua maestà il polarizzatore (unico filtro totalmente insostituibile nella post produzione), i filtri Neutral density e i filtri digradanti a lastre.

Lo scatto remoto, utilissimo quasi indispensabile quando si vogliono usare tempi lunghi: ne sa qualcosa chi ama fare foto notturne, ma non solo.

Lo scatto remoto

Lo scatto remoto: è un accessorio da usare negli scatti con il cavalletto ed i tempi lunghi durante i nostri viaggi fotografici. Serve ad evitare vibrazioni inopportune che creerebbero perdita di dettaglio o mossi non voluti.

A proposito di micromosso: ricordatevi di disabilitare lo stabilizzatore delle immagini su ottiche e corpi macchina quando usate il cavalletto: si ottiene altrimenti l’effetto contrario con un noiosa perdita di nitidezza.

Di scatti remoti per i vostri viaggi fotografici ve ne sono di diversi tipi: meccanici ed elettronici, a filo o wireless, semplici o complessi. Visti i costi abbastanza contenuti vi consiglio quelli wireless perché sono più completi, gestiscono tutti il multi scatto e gli intervalli, e costano cifre che raramente vanno oltre i 40 euro.

Ti ho creato questo link su Amazon con alcuni esempi, ma se vuoi consigli dettagliati ti consiglio di scrivermi.

I filtri ottici

I filtri ottici sono lastre di vetro o resina ottica che si mettono con appositi apparecchi (chiamati in gergo “Holder”) davanti alla lente frontale della nostra ottica. Li useremo durante le nostre sessioni fotografiche per modificare la luce prima che arrivi al sensore dandoci la possibilità di creare con la luce.

In questo articolo vedremo tre tipi di filtri (un articolo più esaustivo, il cui link inseriremo qui, è in fase di realizzazione):

Il polarizzatore:  è il filtro che nessun programma di post-produzione potrà mai sostituire in quanto è in grado di eliminare i riflessi da una superficie (non funziona con specchi e riflessi metallici) permettendoci o di vedere il vero colore dell’oggetto o addirittura il fondo di una superficie d’acqua che ci è precluso dal riflesso superficiale. (è come aprire una porta su una stanza chiusa e vedere cosa vi era dietro… nessun filtro digitale è in grado di fare questo). Si usa per saturare i colori, rendere le nuvole più marcate e il cielo più limpido. Normalmente sono di tipo circolare e si avvitano su sulla parte frontale dell’ottica, ma ve ne sono anche a lastra che si mettono appunto sull’Holder.

I filtri Neutral density:  possono essere circolari o a lastra, poca è la differenza. Sono lastre semi trasparenti alla luce e hanno il compito di diminuire uniformemente la  luce che arriva al sensore. Si usano per prolungare i tempi di scatto e raggiungere anche 30 secondi e più anche in pieno giorno: lì useremo, per esempio, per creare “cascate fluide” ma non solo. A vole si usano nelle foto di panorami, per ammorbidire la luce o creare effetti nel cielo con le nuvole, con tempi che superano abbondantemente il minuto.

I filtri Digradanti (non “degradanti” mi raccomando): sono filtri come i Neutral density ma sfumati orizzontalmente, con una parte completamente trasparente che diventa via via più opaca, servono per dominare i contrasti di controluce tra cielo e terra, sono sfumati e quindi piccole imperfezioni dell’orizzonte non creano problemi, ma non occorre stare molto attenti in caso di paesaggi urbani o montani con elementi verticali spiccati.

Anche dei filtri scriveremo un articolo apposito, per questo se vuoi sapere quando uscirà l’articolo ti consiglio, se non lo sei ancora, di iscriverti alla news letter )